Shut your mouth
Cortometraggio
Anno: 2020
Regia: Federico Gasca e Matteo Tibiletti
Durata: 9 minuti
Un corpo immobile. Una mente in frantumi. Una voce che non riesce più a tacere.
Sinossi
Un contesto anonimo e stilizzato. L’immobilità fisica di una donna racconta, attraverso un rapido
e claustrofobico incedere di parole ed emozioni il proprio traumatico passato, rivelando altresì uno
stravolgimento psichico profondo, ormai giunto al confine con la follia. Una “melodia mortale” scandita dal paratattico flusso di coscienza.
e claustrofobico incedere di parole ed emozioni il proprio traumatico passato, rivelando altresì uno
stravolgimento psichico profondo, ormai giunto al confine con la follia. Una “melodia mortale” scandita dal paratattico flusso di coscienza.
Note di Regia
Questo testo nasce come esplorazione di un trauma, ma non lo racconta: lo lascia affiorare, a scatti, come un respiro irregolare che alterna lucidità e delirio. La scelta di un contesto anonimo e stilizzato – quasi sospeso – serve a isolare la voce della protagonista, costringendola a esistere solo nel proprio corpo immobile e nella parola che lo attraversa.
Il linguaggio, frammentato e paratattico, diventa qui ritmo cardiaco, “melodia mortale” che misura la distanza tra memoria e follia. Ogni frase è un battito, ogni pausa un baratro.
La pièce, oltre alla versione cinematografica, è stata adattata anche come monologo teatrale in lingua italiana, interpretato sia da Alessia Agostino, protagonista del cortometraggio, che – in una diversa declinazione interpretativa – da Emanuela Legno, offrendo due visioni complementari di una stessa identità spezzata.
Il linguaggio, frammentato e paratattico, diventa qui ritmo cardiaco, “melodia mortale” che misura la distanza tra memoria e follia. Ogni frase è un battito, ogni pausa un baratro.
La pièce, oltre alla versione cinematografica, è stata adattata anche come monologo teatrale in lingua italiana, interpretato sia da Alessia Agostino, protagonista del cortometraggio, che – in una diversa declinazione interpretativa – da Emanuela Legno, offrendo due visioni complementari di una stessa identità spezzata.
Dettagli
Un corpo immobile. Una mente in frantumi. Una voce che non riesce più a tacere.