Là fuori
Commedia
Anno: 2023
Regia: Emanuela Legno, Matteo Tibiletti
Durata: circa 90 min
Soddisfatti o… giustiziati!
Sinossi
Istituto correzionale “Saveria Antiochia”: un gruppo di detenute deve far fronte al quotidiano scontro con le guardie, il medico e il giovane direttore. Ognuna di loro ha commesso un grave reato. Ognuna di loro è in cerca di redenzione e vorrebbe tornare a vivere là fuori, dove tutto sembra diverso. Sempre. Comunque la si pensi. A fare da sfondo alla vicenda, che passa dalla comicità grottesca alla riflessione più cupa, l’ipocrisia di una società che non cura, che non guarisce i mali che ha contribuito a creare e che preferisce lasciar scorrere il veleno, anziché trovare l’antidoto.
Note di Regia
“ La legge funziona sempre, quando la si vuol far funzionare “
“Là fuori” è un testo complesso che affronta i temi più disparati e delicati utilizzando sapientemente l’arma dell’ironia per stemperare atmosfere altrimenti cupe e dialoghi profondamente toccanti.
Lo spettacolo, nato di fatto come saggio conclusivo del corso di teatro “giovani” promosso dalla compagnia Il Volto di Velluto, è un’idea del pluripremiato autore besozzese Matteo Tibiletti che, durante la sua residenza artistica in California (tra ottobre 2022 e gennaio 2023), ha dato vita ad un testo capace di sintetizzare in meno di due ore, il disagio e le altalenanti vicende di un gruppo di detenute e dei rispettivi secondini all’interno di un istituto correzionale italiano.
Strizzando l'occhio al mondo del cinema e immaginando un futuro distopico non così distante dalla realtà, la vicenda lascia trapelare un insistente bisogno di redenzione ed al contempo di libertà per ciascuno dei protagonisti: tutti consapevoli del proprio torto e tutti ossessionati di quel “là fuori” che sembra dare respiro alle sempre più sorde conversazioni ed alla monotonia delle grigie giornate passate tra le fredde mura di un carcere.
L’interpretazione emotivamente molto coinvolgente degli attori conferisce un valore aggiunto all’opera che unito all' affiatamento del gruppo, riesce ad alternare momenti di puro divertimento ad altri di malinconica riflessione sulla fugacità della vita.
“La giustizia, il senso di colpa e la redenzione sono tematiche che mi hanno sempre profondamente condizionato, artisticamente parlando. “Gli occhi di Dio sono su di noi” scriveva Woody Allen in uno dei suoi capolavori; E io, da agnostico, li ho sentiti su di me. Sempre. Soprattutto in un mondo pieno zeppo di contraddizioni e nel quale non è affatto semplice avere la coscienza pulita. Anche quando non fai niente e ti limiti a sopravvivere, sei sopraffatto dalle ingiustizie! Non puoi nulla, dunque le osservi. Come se fossero una serie tv giunta all’ultima irrinunciabile stagione.
Per questa ragione ho scritto “Là fuori”; per questo mi sono lasciato trascinare in un mondo che concretamente non mi riguarda, ma nel quale i personaggi hanno tanto a che vedere con il mio modo di vedere la vita, gli esseri umani ed il loro costante galleggiare a fatica in mezzo ad un oceano che sembra privo di porti ai quali approdare. Un luogo oscuro e ostile che sembra provare piacere nel sapere che presto o tardi non avrai più forze per combattere. Per lottare. Per sopravvivere alla tempesta.”
(Matteo Tibiletti)
“Là fuori” è un testo complesso che affronta i temi più disparati e delicati utilizzando sapientemente l’arma dell’ironia per stemperare atmosfere altrimenti cupe e dialoghi profondamente toccanti.
Lo spettacolo, nato di fatto come saggio conclusivo del corso di teatro “giovani” promosso dalla compagnia Il Volto di Velluto, è un’idea del pluripremiato autore besozzese Matteo Tibiletti che, durante la sua residenza artistica in California (tra ottobre 2022 e gennaio 2023), ha dato vita ad un testo capace di sintetizzare in meno di due ore, il disagio e le altalenanti vicende di un gruppo di detenute e dei rispettivi secondini all’interno di un istituto correzionale italiano.
Strizzando l'occhio al mondo del cinema e immaginando un futuro distopico non così distante dalla realtà, la vicenda lascia trapelare un insistente bisogno di redenzione ed al contempo di libertà per ciascuno dei protagonisti: tutti consapevoli del proprio torto e tutti ossessionati di quel “là fuori” che sembra dare respiro alle sempre più sorde conversazioni ed alla monotonia delle grigie giornate passate tra le fredde mura di un carcere.
L’interpretazione emotivamente molto coinvolgente degli attori conferisce un valore aggiunto all’opera che unito all' affiatamento del gruppo, riesce ad alternare momenti di puro divertimento ad altri di malinconica riflessione sulla fugacità della vita.
“La giustizia, il senso di colpa e la redenzione sono tematiche che mi hanno sempre profondamente condizionato, artisticamente parlando. “Gli occhi di Dio sono su di noi” scriveva Woody Allen in uno dei suoi capolavori; E io, da agnostico, li ho sentiti su di me. Sempre. Soprattutto in un mondo pieno zeppo di contraddizioni e nel quale non è affatto semplice avere la coscienza pulita. Anche quando non fai niente e ti limiti a sopravvivere, sei sopraffatto dalle ingiustizie! Non puoi nulla, dunque le osservi. Come se fossero una serie tv giunta all’ultima irrinunciabile stagione.
Per questa ragione ho scritto “Là fuori”; per questo mi sono lasciato trascinare in un mondo che concretamente non mi riguarda, ma nel quale i personaggi hanno tanto a che vedere con il mio modo di vedere la vita, gli esseri umani ed il loro costante galleggiare a fatica in mezzo ad un oceano che sembra privo di porti ai quali approdare. Un luogo oscuro e ostile che sembra provare piacere nel sapere che presto o tardi non avrai più forze per combattere. Per lottare. Per sopravvivere alla tempesta.”
(Matteo Tibiletti)
Dettagli
Soddisfatti o... giustiziati!












